Reti di conciliazione famiglia-lavoro

In Lombardia si sta attuando il “Programma regionale di conciliazione per il biennio 2014-2015”, approvato dalla Regione per valorizzare le politiche territoriali di conciliazione dei tempi lavorativi con le esigenze familiari e le reti di imprese che implementano misure di welfare aziendale.

Molteplici gli obiettivi di una tale iniziativa. Innanzitutto, il rilancio di una contrattazione aziendale intesa come leva strategica per aumentare la produttività, attraverso l’adozione di modelli organizzativi flessibili volti a favorire nuova occupazione; in secondo luogo, il rafforzamento di misure per l’inserimento lavorativo delle donne e per sostenere l’occupazione femminile, grazie alla promozione di parità e di misure e servizi di conciliazione tra vita professionale e privata; in terzo luogo, il miglioramento dell’offerta di servizi alla persona modulata in base alle sempre più articolate esigenze di conciliazione famiglia-lavoro.

Il programma sottolinea come la via per il miglioramento di una possibile conciliazione passi dalla collaborazione tra persone, famiglie, enti no profit e istituzioni, ma soprattutto dalle imprese che per promuoverla devono essere sostenute.

Le reti presenti nel territorio lombardo sono 15, una per ogni Asl di riferimento, cui hanno aderito soggetti pubblici e privati, profit e no profit.

Fondazione Luigi Clerici è un’organizzazione storicamente presente in Lombardia nell’area della formazione; da qualche tempo ha ri-orientato il suo impegno sulla dimensione sociale dell’impresa e offre, in tale ambito, un ventaglio di azioni di supporto alle politiche di conciliazione famiglia-lavoro e del welfare aziendale.

Abbiamo chiesto a Luisa Di Bella, responsabile dell’Area Welfare della Fondazione, di raccontarci meglio in cosa consiste lo specifico impegno della Fondazione Clerici nelle Reti per la Conciliazione Lavoro – Famiglia in Lombardia.

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FMV: Ci racconti l’esperienza della partecipazione della Fondazione Clerici alle reti provinciali di conciliazione.

LDB: Fondazione Luigi Clerici offre servizi formativi e di accompagnamento al lavoro articolati e personalizzati ed è sensibile a tutte le tematiche sociali. In questo quadro, si è impegnata a sviluppare un ventaglio di azioni di supporto alle politiche di conciliazione famiglia-lavoro e welfare aziendale. In particolare cura i servizi informativi, formativi e di accompagnamento alle imprese per sostenere l’introduzione di nuove modalità di lavoro family-friendly e di strumenti di welfare aziendale, partendo dall’analisi dei fabbisogni specifici.

Nel corso del 2014, ha sottoscritto gli accordi di partenariato pubblico-privato, per lo sviluppo e il consolidamento delle Reti Territoriali di Conciliazione in tutte le province lombarde in cui opera, e in tale ambito sta realizzando alcune azioni.

Le azioni messe in atto sono in alcuni casi, come ad esempio nel territorio di Milano 1 e di Sondrio, attività di formazione e accompagnamento alle alleanze locali – partenariati costituiti nell’ambito delle Reti – che promuovano politiche a favore della conciliazione famiglia-lavoro attraverso i Piani d’azione finanziati da Regione Lombardia. In altri casi, come nella provincia di Lecco, attività di intervento diretto sulle aziende del territorio per orientarle al welfare aziendale.

 

FMV: Quanto è importante “fare rete” in un programma di questo tipo?

LDB: Fare rete è fondamentale. Infatti, già il tema in sé, la conciliazione famiglia-lavoro o work-life balance, alimenta una filiera lunga che deve porsi il problema di rispondere ai bisogni in modo sinergico. Inoltre, Regione Lombardia ha dato attenzione a questo tema in una dimensione strategica trasversale; infatti, mediante la sottoscrizione degli accordi territoriali per le reti di conciliazione si è voluto sostenere e favorire la nascita di reti territoriali multi-livello e multi-attore, per il coinvolgimento attivo di tutti i soggetti che possono concorrere alla realizzazione di un’integrazione di servizi e interventi a sostegno della conciliazione e orientarsi verso un sistema integrato di risorse finanziarie. Quello di cui parliamo, è, pertanto, un sistema all’interno del quale si coinvolgono e si mettono in rete gli operatori pubblici, si valorizzano e si orientano i servizi erogati dai soggetti del territorio.

 

FMV: Qual è la chiave per sostenere le politiche di conciliazione lavoro famiglia in Italia?

LDB: La conciliazione vita privata-vita professionale è un bisogno di tutte le persone che lavorano, donne e uomini, e si concretizza in un ecosistema nel quale agisce la collaborazione tra persone, famiglie, enti no profit e istituzioni pubbliche, sistema delle imprese e parti sociali; collaborazione finalizzata, in primo luogo, ad aiutare le persone a coniugare le esigenze di vita lavorativa con quelle della vita privata, e a sostenere le imprese che in ambito di welfare aziendale offrono questo tipo di beneficio o incentivo ai propri dipendenti.

Una delle criticità sta nel fatto che la normativa di riferimento non è pensata necessariamente in tale ottica. Pensiamo ad esempio, al sistema di regolazione fiscale del welfare aziendale, La distinzione tra benefit e welfare “conciliativo” non riesce a rientrare nelle norme fiscali dove il principio di distinzione è il contenuto della prestazione in beni/servizi. Occorre dunque curare e affiancare alle politiche specifiche per la conciliazione famiglia-lavoro tutte le altre dimensioni, di ordine normativo, culturale, sociale.

 

FMV: Quali sono attualmente le attività che la Fondazione Clerici sta portando avanti in tema di conciliazione famiglia-lavoro?

LDB: Ai nostri stakeholder, pubblici e privati, offriamo un’attività di accompagnamento, che può declinarsi in vario modo, finalizzata a far conoscere l’ampia gamma di soluzioni organizzative e di misure di supporto alla flessibilità e al welfare aziendale; a supportare l’innovatività nella programmazione territoriale in materia di conciliazione famiglia-lavoro; a far conoscere strumenti di progettazione e di finanziamento delle azioni progettate.

In particolare, nell’esperienza dei progetti delle Reti Territoriali lombarde, stiamo gestendo alcuni sportelli di promozione e disseminazione delle attività di conciliazione famiglia-lavoro. Gli sportelli, destinati alle imprese, rendono disponibili in modo gratuito informazioni sulle politiche di welfare aziendale e di accompagnamento e sostegno nella ricerca di soluzioni sostenibili per far fronte ai carichi familiari, comprese le attività di conciliazione attive sul territorio di riferimento e tutte le opportunità che la rete territoriale mette a disposizione. Inoltre, forniscono un primo supporto alle imprese che vogliono partecipare al bando di buone prassi aperto nel territorio della provincia di Lecco che mira ad assegnare un importo a titolo di premialità alle aziende che introducono azioni volte a favorire progetti di flessibilità, accesso a servizi libera-tempo, iniziative di welfare aziendale e interaziendale.

 

FMV: Risultati ottenuti finora e speranze per il futuro?

LDB: Nell’ultimo periodo abbiamo visto un cambio di paradigma, la conciliazione famiglia-lavoro oggi si discosta dalle passate rivendicazioni di pari opportunità o di ricerca di sostegno alla famiglia perché si pone sempre più come sfida di innovazione sociale. L’intervento socialmente innovativo è quello condiviso da più attori intorno al tavolo di un bisogno sociale da risolvere insieme; è quindi un intervento di alleanze di comunità per la risoluzione di bisogni. E, come si ricordava prima, la risposta ai bisogni di conciliazione sta nell’interazione di soggetti diversi.

Oggi si parla tanto di secondo welfare, cioè di quel mix di interventi innovativi finanziati da risorse non pubbliche e forniti da diversi stakeholder collegati in reti con un forte ancoraggio territoriale, per garantire prestazioni e servizi alle nuove categorie di soggetti vulnerabili. Ecco, credo che in questo nuovo quadro d’intervento ci sia spazio per affrontare il futuro della conciliazione vita-lavoro con strumenti e approcci nuovi e più proficui.

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