Intelligenza emotiva tra famiglia e lavoro

«Tutta l’attività economica ha un motivo etico: ossia quello di permettere all’uomo di crescere come persona, di essere più persona, di essere più felice». Quando abbiamo riletto di recente queste parole di Marco Vigorelli, abbiamo pensato che probabilmente si sarebbe interessato molto al tema dell’Intelligenza emotiva. Così abbiamo messo insieme i contributi di questo Speciale cercando di rimanere nel solco del suo desiderio: quello di mettere sempre la persona al centro. Oggi in tutte le aziende e in vari contesti professionali si propone la centralità della persona, ma che cosa questo significhi non sempre è così chiaro. In questi contributi si evince come ogni persona sia portatrice sana di una serie di relazioni che, come delle radici, danno vita all’intera pianta che è l’uomo stesso. Non possiamo dimenticare questo “intreccio relazionale” in nessun ambito della nostra vita: in famiglia, in azienda, a scuola, nella vita personale. Ecco perché vi proponiamo i contributi che compongono questo Speciale: nello sforzo di dare a tutte quelle relazioni una voce propria che, attraverso la lente delle emozioni, sia possibile mettere a servizio dell’intero sviluppo umano.

Contagiati dalle emozioni

Abbiamo deciso di dare spazio ad uno Speciale sull’Intelligenza emotiva (IE) tra famiglia e lavoro perché sentiamo la necessità di fermarci a riflettere su una nuova realtà che abbiamo di fronte, in cui le relazioni giocano un ruolo da protagonista e trasformano di continuo il modo in cui interagiamo tra di noi e con la realtà che ci circonda. Ne abbiamo avuto una prova più che sostanziale durante il lockdown e per tutta la pandemia. La sfida che abbiamo davanti oggi è quella di ripensare la realtà alla luce di un nuovo modo di intendere le relazioni, nel quale le emozioni, a cui abbiamo dato voce in modi diversi e a cui continuamo a dare voce ogni giorno, possono essere per noi generative di nuovi sensi e significati sempre più umani.

Da quando Daniel Goleman ha enunciato il suo concetto di Emotional Intelligence, nel 1995, gli sviluppi del suo pensiero hanno avuto profondi impatti, non solo nel campo della psicologia, della sociologia, dell’educazione e della formazione, ma anche sulle teorie della leadership.

Oggi sappiamo che per ottenere risultati eccellenti in ambito professionale non bastano solo le competenze tecniche e un alto quoziente d’intelligenza (IQ). Occorre l’Emotional Intelligence (o EQ), una competenza che, per fortuna, è possibile allenare!

Essere intelligenti con le emozioni significa:

  • riconoscere, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie emozioni;
  • saper integrare la sfera razionale con quella emozionale;
  • agire in modo intenzionale e prendere decisioni che risultino non solo più efficaci per noi stessi, ma anche più sostenibili per il mondo in cui viviamo.

E già nel mettere insieme queste considerazioni siamo debitori, in vario modo, di tutti i professionisti che hanno partecipato a questo Speciale!

Oggi sappiamo che maggiore è la nostra IE, più efficace sarà la nostra risposta di fronte a situazioni di stress, migliore sarà il nostro benessere, maggiore sarà la soddisfazione, sia a livello personale che professionale. Ecco allora perché parlare di IE tra famiglia e lavoro, osservandone gli impatti in azienda e nella società, nella vita privata e a scuola, nel tentativo di ri-conciliare famiglia e lavoro.

I contributi che compongono questo speciale guardano all’IE dal punto di vista della leadership e della formazione, della sociologia e della psicoterapia, del coaching e dell’educazione. Propongono spunti e riflessioni, raccogliendo esperienze di vita vissuta di chi ha deciso di puntare, nella propria crescita personale e professionale, proprio sull’allenamento continuo delle competenze emotive.

Insomma: ci siamo lasciati contagiare dalle emozioni come da un virus, che, a differenza del Covid-19, pensiamo valga davvero la pena di essere diffuso!

I contributi presenti in questo Speciale non hanno la pretesa di esaurire questo tema e propongono solo alcuni degli approcci possibili allo studio delle emozioni.

Ci auguriamo possano rappresentare un invito a guardare all’IE come chiave di uno sviluppo ulteriore nelle molteplici relazioni di cui ogni individuo è portatore.

 

Sonia Vazzano

Coordinamento e ricerca presso Fondazione Marco Vigorelli

Liliana Selva, con una laurea in Storia dell’Arte e un Master in Gestione delle Risorse Umane, è EQ Master Trainer e Program Manager di Six Seconds Italia e si occupa di progetti di allenamento dell’Intelligenza Emotiva affinché Benessere e Performance possano coesistere.

Managing Director di The Coachingroup Srl, è psicologa, Executive Coach, formatrice e consulente per lo sviluppo organizzativo. Fra i temi su cui maggiormente lavora ci sono la Leadership, l’Intelligenza Emotiva, il benessere in azienda, l’individuazione e lo sviluppo del potenziale, il Work-life balance.

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