Self empowerment e work-life balance

Il workshop si è svolto il 25 febbraio presso la Pontificia Università della Santa Croce di Roma. Curato dalla Fondazione Marco Vigorelli, l’evento – cui hanno preso parte attivamente alcune manager di primarie aziende multinazionali – è stato seguito da un pubblico qualificato, composto tra gli altri da docenti di business school, manager, consulenti, ricercatori e imprenditori convenuti a Roma per seguire il più ampio Convegno Internazionale Personal Flourishing in Organizations organizzato dalla Facoltà di Filosofia e dal Centro di Ricerca Markets, Culture and Ethics della Pontificia Università della Santa Croce.

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Qual è la relazione tra l’impresa e le sue persone? Come può l’impresa promuovere lo sviluppo coerente dei suoi dipendenti in un’ottica win-win, in cui la produttività è supportata dalla creazione delle condizioni per un affidamento reciproco tra management e personale? Sono questi alcuni degli interrogativi che si sono posti i partecipanti al workshop Self empowerment e work-life balance.

“La prima domanda che mi pongo – ha esordito Marina Mocciaro, chairman per la Fondazione Marco Vigorelli – è per quale motivo un’impresa debba investire in work-life balance. Perché se è vero che l’obiettivo di ogni operatore economico è quello della creazione del valore, è pure vero che l’impresa oltre a creare valore, ne definisce la distribuzione”. E ha continuato: “non è il capitale che produce valore ma è il know-how, l’uomo, l’intelligenza. Ed è esattamente per questo motivo che un management consapevole dovrebbe investire delle risorse nel potenziamento delle competenze – hard e soft – dei propri dipendenti. Il tema è quello di permettere alle persone di contribuire nel tempo all’impresa comune, nonostante i cambiamenti psicologici, relazionali e fisici che necessariamente caratterizzano e caratterizzeranno le nostre vite professionali”.

Paola Fanelli, CSR manager di BNL – Gruppo BNP Paribas e docente in varie università romane, ha sottolineato l’importanza di creare una cultura aziendale orientata verso la conciliazione vita-lavoro. “Le organizzazioni che pongono in essere percorsi di self empowerment e work-life balance sono aziende evolute che hanno implementato al loro interno, a livello organizzativo, a livello strutturale, queste politiche”. La manager ha poi sottolineato l’importanza di affiancare i dipendenti nella gestione delle molteplici situazioni della vita, in un contesto sempre più caratterizzato dal venir meno, almeno nelle grandi metropoli, di quelle reti sociali primarie (la famiglia) e secondarie (vicini ed amici) che hanno storicamente costituito il nocciolo duro del welfare sussidiario cui le persone hanno fatto affidamento.

Sul concetto di work life balance ha poi incentrato il suo intervento Laura Tucci, di Mercedes Benz-Italia . Sono state illustrate alcune interessanti iniziative a favore dei dipendenti. Tra queste l’orario “nucleare”, che garantisce all’azienda la copertura dei momenti cruciali di produttività (“nucleo”) ma da la possibilità al personale di una gestione flessibile dell’orario di ingresso e uscita dal lavoro. La Tucci ha poi voluto sottolineare il fatto che “lavorando promuoviamo noi stessi”.  In questo senso ha presentato i programmi formativi annuali e pluriennali che, attraverso le modalità del coaching e del mentoring – affidati direttamente al management – investono sul potenziale dei dipendenti.

Ha preso le mosse dalla corporate social responsibility e dalla sostenibilità nel tempo dell’attività imprenditoriale Paola Aruta di Procter&Gamble, che ha sottolineato come sia importante per le organizzazioni di successo superare i cambiamenti significativi che attraversano la storia e avere la capacità di innovare tanto i modelli di business quanto quelli organizzativi. Aruta ha poi sottolineato il valore della diversity che, se gestita correttamente, può trarre il meglio da ogni persona nelle diverse fasi della vita privata e lavorativa.

A chiudere gli interventi – prima del dibattito con i partecipanti – la coach Maria Rosa Rocco di The Coachingroup, che ha evidenziato come lo strumento del coaching possa essere impiegato con successo dalle aziende nell’affiancamento del personale in momenti di potenziamento delle skill individuali, di recupero della motivazione sul lavoro, di difficoltà nella gestione del proprio work-life balance.

Invito             Comunicato-stampa

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