Corporate Family Responsibility

La Corporate Family Responsibility (CFR) è stata protagonista a Milano di una due giorni di iniziative organizzata dalla Fondazione Marco Vigorelli in partnership con il Gruppo Galgano e con il patrocinio dell’Assessorato alla Famiglia, Scuola e Politiche Sociali del Comune di Milano. Il 28 settembre 2010, durante il Salone della CSR “Dal dire al Fare”, presso l’Università Bocconi, si è svolto il convegno “La Corporate Family Responsibility come vantaggio competitivo nella gestione delle Risorse Umane”, e il 29, presso la Sala Alessi del Comune di Milano, il think tank con associazioni e istituti di ricerca “sui vantaggi che la CFR ha rappresentato negli Stati Uniti in un momento di crisi”.

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Durante gli eventi si è riuscito a creare un clima di dialogo proficuo tra differenti portatori di interesse: il mondo accademico, le imprese, le famiglie e i singoli lavoratori. Nei vari interventi si è quindi compreso che nella CFR ogni soggetto è necessario che interpreti un ruolo attivo per interpretare sempre meglio il contesto in cui opera e per trovare, assieme agli altri soggetti, la soluzione che valorizza la persona come centro di molteplici relazioni. È ciò che è stato definito come “sussidiarietà dinamica”.
Il prof. Francesco Perrini, dell’Università Bocconi, portando la sua esperienza di ricerca sul mondo imprenditoriale italiano, ha sostenuto l’importanza di elaborare indicatori che permettano di misurare oggettivamente il livello di Corporate social responsibility nelle aziende. Il tessuto economico italiano, costituito prevalentemente da piccole e medie imprese, in prima battuta non aiuta in questo compito. L’attenzione che la ricerca sta avendo verso le politiche delle aziende a favore delle famiglie potrebbe proprio aiutare a far emergere tutte quelle politiche di CSR che risultano “nascoste” e scoprire così quali sia la loro reale diffusione. Con particolare riferimento alla CFR, tale area della CSR non risulta coperta prioritariamente nelle PMI con riferimento alla gestione delle risorse umane, al contrario delle grandi impresa dove si articola nelle pari opportunità, la flessibilità del lavoro, i servizi familiari al lavoratore e così via.
Un esempio concreto di misurazione della CFR in Italia viene dal CONSEL di Roma, che da diverso tempo collabora stabilmente con l’International Center for Work and Family dello IESE Business School. Il Dott. Sorrenti recentemente ha diretto una ricerca per applicare alle aziende italiane l’indice IFREI (International Family Responsible Employer Index) dello IESE e misurare il livello di CFR delle aziende italiane. I risultati emersi aiuteranno le aziende che si sono sottoposte al questionario a migliorare le proprie politiche a favore delle famiglie dei dipendenti e più in generale sui temi della conciliazione lavoro famiglia.
Jennifer Owens, Senior Director di Working Mother Media, ha invece portato l’interessante testimonianza del ranking che la rivista Working Mother pubblica ogni anno ormai da 25 anni, mettendo in competizione diretta le aziende statunitensi che intendono distinguersi nella CFR. Il risultato è duplice: l’attenzione alla CFR cresce nelle aziende statunitensi, e con essa anche i principali indicatori economici. L’investimento in politiche di CFR ha quindi ritorni reddituali concreti anche durante il periodo di crisi internazionale, aiutando a far sviluppare una vera e propria cultura aziendale attenta alle esigenze delle famiglie.

In Italia è proprio questa cultura che bisogna creare, secondo Cristina Galgano, AD di Gruppo Galgano. E i primi e necessari interventi sono da svolgere a livello di Dirigenza d’impresa: non servono solamente gli strumenti che aumentino la capacità del dipendente di calibrare il proprio apporto in azienda secondo le sue necessità familiari, ma anche ascolto da parte di chi governa l’impresa, valorizzazione dei talenti e, più in profondità, attenzione al dipendente in quanto persona. Solo così le iniziative di CFR saranno durature e sempre più radicate in azienda.

Il genitore lavoratore è inserito infine in un tessuto sociale che può favorire il bilanciamento famiglia-lavoro. Mariolina Moioli, Assessore alla Famiglia, Scuola e Politiche Sociali del Comune di Milano, ha portato l’esempio delle politiche sociali del Comune di Milano. La municipalità è da sempre stata attenta e parte attiva nel venire incontro alle esigenze delle giovani famiglie e delle imprese, dimostrandosi un promotore di “sussidiarietà dinamica”.
La due giorni di Milano ha rappresentato per la Fondazione Marco Vigorelli un momento di sosta e riflessione, nonché un punto di partenza: come ha spiegato il suo Presidente, il Prof. Lucio Fumagalli, la Fondazione inaugurerà un programma di ricerca triennale in collaborazione con diverse istituzioni culturali e cattedre universitarie per assolvere sempre meglio la propria missione di diventare il “portale verticale italiano sulla CFR”.

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