Quando la conciliazione diventa collaborazione

Un bando del Comune di Venezia propone alle singole famiglie di “fare rete”, di mettersi a servizio le une delle altre, di condividere le proprie esperienze e di proporre alternative a problemi comuni da risolvere. E in cui il tema della conciliazione lavoro famiglia non appaia semplicemente una “buona pratica”, ma un progetto in costruzione.

Abbiamo intervistato telefonicamente Francesca Vingiani, responsabile del “Servizio Politiche per la Famiglia”, che porta avanti questo progetto. E abbiamo scoperto che non era l’unica iniziativa messa in atto nel capoluogo veneto.

FMV lo condivide e ringrazia Francesca Vingiani per la sua squisita disponibilità e per l’impegno speso nel progetto.

Di seguito riportiamo l’intervista.

 

FMV: Siamo venuti a conoscenza dell’Istituzione del “Servizio Politiche per la Famiglia” attivo dal 2010 al Comune di Venezia. Ci racconta quali sono le principali finalità di questo Servizio?

FV: La famiglia, intesa come primo nucleo di relazioni significative, non è solo una dimensione privata, è una risorsa vitale per l’intera collettività, poiché le molteplici funzioni da essa svolte la collocano a pieno titolo come soggetto a valenza pubblica che genera valore per l’intera società. Pertanto viene riconosciuta come sistema complesso che svolge funzioni fondanti per la società. Ad una concezione di famiglia, considerata come sistema, necessariamente corrisponde una vision che non confonda le politiche familiari con le politiche sociali, ma si richiami alle politiche di sistema.

Assumendo questo quadro di riferimento, progettare Venezia “a misura di famiglia”, raccoglie la sfida di catalizzare, in forma assolutamente inedita, l’attenzione di tutti gli operatori del territorio, aggregando attori e risorse che condividano l’obiettivo di accrescere il benessere sociale, producendo un circuito virtuoso in grado di generare nuove risorse, sia economiche che sociali. Le esperienze di altri Paesi europei nella progettazione delle politiche di sviluppo territoriale hanno dimostrato l’efficacia di ribaltare l’ottica che individua come soggetto destinatario degli interventi il cittadino-individuo e lo sostituisce con un attore complesso e dinamico, rappresentato dalla famiglia. Progettare, secondo questo modello, significa adottare la nuova definizione di cittadino: la visione dinamica del destinatario finale delle politiche locali, presuppone una progettazione omnicomprensiva, trasversale, a cui partecipano in modo integrato tutti i soggetti competenti.

A partire dalla sua costituzione, il  “Servizio Politiche per la Famiglia” ha individuato due assi per lo sviluppo delle proprie attività: la sussidiarietà orizzontale e la promozione delle risorse delle famiglie; il coinvolgimento degli attori del sistema.

 

FMV: E veniamo al Bando attualmente aperto e dal titolo “Famiglie in rete”, che ha colpito in questo momento particolarmente la nostra attenzione. In che cosa consiste? E quali sono le sue aspettative in merito?

FV: Con “Famiglie in Rete a Venezia”, il Servizio Politiche Famiglia intende valorizzare il protagonismo familiare, attraverso la promozione di opportunità e condizioni affinché, anche entro le reti spontanee e informali, si possano sviluppare e condividere attività a “misura di famiglia”, pensate in autonomia, in risposta a piccoli/grandi bisogni, legati alla quotidianità o a particolari periodi dell’anno, dato che i Servizi e gli aiuti tradizionali, in genere assicurati dalle famiglie d’origine, non riescono ad esaurire le molteplici necessità di un’intera giornata. Obiettivo dell’iniziativa è conoscere e valorizzare le esperienze e le idee delle famiglie – che nella loro quotidianità riescono ad armonizzare tempi e impegni dedicati al lavoro, ai figli, ai familiari anziani o fragili, grazie ad esperienze di auto-aiuto che allentano il carico organizzativo della gestione degli impegni quotidiani – dando riconoscimento e visibilità a questebuone praticheche, pur arricchendo enormemente il tessuto sociale della città, rischiano di trovare, in genere, scarsa evidenza pubblica. Il presupposto è che la collaborazione nella gestione dei tempi e degli impegni, oltre a rappresentare un modo per alleggerire le vite delle famiglie incalzate da innumerevoli pressioni, introduca il valore aggiunto dato dalla ricchezza di esperienze e relazioni.

Rispetto ai Bandi precedenti che richiedevano alle famiglie, aggregatesi in gruppo, di elaborare un progetto, “Famiglie in Rete a Venezia” è invece un concorso di idee, cui possono partecipare anche singoli cittadini attraverso una scheda di adesione estremamente semplice.

Sulle aspettative non vorrei sbilanciarmi, essendo a ridosso della scadenza, prevista per il prossimo 15 settembre. È chiaro che auspichiamo un’adesione significativa; da parte nostra abbiamo cercato di rendere accessibile il più possibile la nostra proposta, “sburocratizzando” gli aspetti amministrativi anche se siamo consapevoli di dover ancora migliorare in tema di comunicazione.

Il nostro obiettivo, attraverso questo bando, è quello di alimentare un dialogo continuo con le famiglie della città, conoscerne gli interessi, i bisogni, le competenze, le capacità, le strategie. Per noi, significa mantenere aperto un processo, fondato su reciprocità, apprendimento, conoscenza, scambio, tutte condizioni fondamentali per ripensare all’offerta di opportunità in una logica di coprogettazione.

 

FMV: Quali sono secondo Lei le necessità più impellenti che la famiglia attuale si trova a gestire e da che cosa è auspicabile partire per concretizzarne veramente gli intenti?

FV: Come Servizio stiamo riflettendo su quanto la crisi economica incida sull’organizzazione di vita e sui bisogni delle famiglie, la cui fotografia sta cambiando rapidamente. Un indicatore di questo mutamento sociale è che, per la prima volta, si assiste al decremento delle iscrizioni dei bimbi ai nidi della nostra città (ndr. la disoccupazione di un genitore permette l’accudimento dei figli) e le mogli e i figli dei lavoratori immigrati hanno iniziato a rientrare al paese di origine. C’è una trasformazione culturale e valoriale nelle priorità: siamo tutti entrati in una fase di disorientamento, di perdita di alcune sicurezze e garanzie fino a pochissimi anni fa date per scontate. Allo stesso tempo assistiamo ad un cambiamento degli stili di vita, alla riduzione dei consumi, al bisogno di rinsaldare legami sociali, di recuperare dimensioni di socialità. Certo i servizi per la conciliazione restano un tema cruciale per tante famiglie, ma una situazione sociale e antropologica così fluida richiede risposte estremamente flessibili.

 

FMV: Qual è la sua particolare visione?

FV: La mia visione personale sulla conciliazione rimanda piuttosto al tema della condivisione e dell’armonizzazione. Il tema non può essere solo ridotto, attraverso una semplificazione, alla gestione del tempo lavoro e del tempo di cura familiare. Conciliazione è anche riconoscere un tempo per noi stessi, per coltivare e nutrire gli affetti familiari e le relazioni amicali, per l’impegno sociale e comunitario. La nostra esistenza è, per fortuna, molto ricca, dobbiamo avere le condizioni di viverla pienamente.

 

FMV: Quali altre attività avete portato avanti come “Servizio Politiche per la Famiglia?”.

FV: Per quanto riguarda il tema della sussidiarietà orizzontale e della promozione delle risorse delle famiglie sono essenzialmente quattro i progetti portati avanti. Il progetto “Le Famiglie Protagoniste” (2010, 2011, 2012) e il progetto “Fare Rete” (2013) sulla valorizzazione delle competenze e risorse proprie delle famiglie, che hanno coinvolto gruppi spontanei e informali. Il progetto “Coppie in Corso” (dal 2011 al 2013), un’iniziativa che esprime la volontà dell’Amministrazione di promuovere azioni che sviluppino il benessere delle famiglie a partire dalla loro costituzione. E poi il progetto “è tempo di nonni” (dal 2013 e attualmente in corso).

Per quanto riguarda il tema del coinvolgimento degli attori del sistema, sono stati coinvolti una pluralità di Direzioni Comunali e soggetti economici. È stato realizzato il portale www.famiglieavenezia.it, in collaborazione con l’Osservatorio Politiche di Welfare e le ACLI provinciali: uno strumento attraverso il quale il Comune di Venezia ricompone e promuove le molteplici opportunità, risorse, attività istituzionali e informali fruibili nel nostro territorio e utili nelle diverse fasi di vita delle famiglie. È nato il progetto Comune Family Friendly, per l’implementazione dei requisiti di accessibilità e fruibilità degli uffici comunali aperti al pubblico. Si è concretizzato il progetto Welfare aziendale (in collaborazione con la Direzione Risorse Umane), sulla conciliazione dei tempi e del benessere organizzativo nelle politiche del Comune di Venezia a favore dei propri dipendenti. Ed è stato portato avanti il progetto “Venezia Sostenibile” (promosso dall’Assessore alle Politiche per la Famiglia insieme all’Assessore all’Ambiente e Politiche Giovanili, all’Assessore alle Politiche Sociali e all’Assessore al Turismo): grazie al quale, attraverso un percorso di certificazione, si intendono valorizzare le imprese profit e non profit operanti sul territorio veneziano che dimostrino di aver integrato, nella propria visione strategica e nella quotidiana attività d’impresa, l’attenzione al tema della sostenibilità.

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