Impatti etici dell’Intelligenza Artificiale

L’intelligenza artificiale sta generando domande sempre nuove con la stessa velocità con cui sta attivando altrettanti processi di interazione. Lo scorso 10 maggio, la Fondazione Marco Vigorelli ha riunito, all’Istituto Luigi Sturzo di Roma, esperti di vari settori chiamati a interrogarsi proprio su “Impatti etici dell’Intelligenza artificiale”.

L’occasione del confronto è nata da uno scambio tra Ilaria Vigorelli, Paolo Ciocca, Marta Bertolaso e Giovanni Bianchi.

La formula utilizzata per la discussione è stata quella di un expert meeting a porte chiuse, in cui, a partire da ambiti e metodologie diverse, ci si è interrogati su un unico tema. Tecnologia ed Economia, Società ed Educazione: che cosa hanno da dire oggi al dibattito sull’Intelligenza artificiale? E la Dottina sociale della Chiesa può dare anch’essa il suo contributo a questo dibattito?

Attorno a un tavolo, che ha ospitato a turno quasi tutti i partecipanti, Mario Rasetti, fisico di fama mondiale, ha incantato con la sua lectio magistralis che ha invitato a non aver paura di ciò che può aiutarci ad essere più efficienti, ma che non potrà mai sostituirsi all’essere umano.

Angelo Marcello Cardani e Paolo Ciocca, hanno chiarito alcuni degli effetti economici della questione, dalla privacy dei dati al tema della libertà, con l’intento di riscoprire soprattutto oggi un’economia al servizio della persona.

Markus Krienke ha dato voce alla Dottrina sociale della Chiesa, soffermandosi sul concetto di coscienza, sul tema della libertà e del libero arbitrio e sull’ambito della morale, che non potrà mai essere prerogativa di una macchina.

Nel pomeriggio si è parlato di Society, con Riccardo Ribera d’Alcalà direttore Generale del Parlamento Europeo, e di Educational, grazie a Giovanni Lo Storto, direttore generale della LUISS.

La General Discussion, che ha avviato alla conclusione i lavori, è stata condotta da Armando Fumagalli.

L’evidenza maggiore di questo incontro è stata la necessità di un atteggiamento etico di fronte a temi così trasversali. E soprattutto la consapevolezza che l’interdisciplinarietà possa dare degli elementi di metodo nuovi per affrontare argomenti come questi.

L’intento, che tutti hanno condiviso, è quello di portare avanti una riflessione sull’Intelligenza artificiale, che non si rinchiuda in una singola disciplina, ma che si apra sempre di più ad uno sforzo ulteriore di condivisione.

 

 

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