È possibile una convivenza tra famiglia e lavoro oggi?

Il Festival della Famiglia, giunto quest’anno alla terza edizione, si è ormai concluso da quasi un mese. Ci si chiederà se ancora possa fare notizia e se abbia senso scrivere su un evento del quale probabilmente molto, o quasi tutto, è già stato scritto. È pur vero che l’eredità di questo Festival appare così ampia che forse ha davvero senso continuare a parlarne, soprattutto per osservare le possibili aperture verso scenari futuri. Luciano Malfer racconta il “suo” Festival della Famiglia 2014.Il tema di quest’anno, “L’ecosistema vita e lavoro. Occupazione femminile e natalità, benessere e crescita economica”, è ormai da qualche mese al centro del dibattito nazionale e internazionale, soprattutto in riferimento al testo del jobs act. E uno dei meriti di questo Festival è di sicuro l’attivazione delle sinergie pubblico-privato che possono rappresentare sostegni validi al concretizzarsi di politiche di conciliazione efficaci. Basta pensare ai vari accordi aziendali riservati ai dipendenti che non riguardano più solo le multinazionali, ma anche aziende di dimensioni più piccole, che valutano il benessere dei dipendenti proprio in un’ottica di benessere aziendale. Abbiamo chiesto a Luciano Malfer, dirigente generale dell’Agenzia per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili della Provincia autonoma di Trento, coordinatore del Festival della Famiglia, di rispondere ad alcune domande sugli squarci che questo evento ha aperto nel dibattito nazionale e non solo.

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FMV: I risultati delle aziende “Family Audit” sembrano essere ormai indiscussi. E con il secondo Protocollo di intesa, firmato il 4 dicembre con il Dipartimento delle Politiche familiari della Presidenza del Consiglio dei Ministri, si potrà dare ulteriore slancio alla diffusione dei sistemi di certificazione in Italia. Che cosa si può fare concretamente per sostenere ancora di più le aziende e soprattutto per un maggiore rafforzamento del sistema a livello nazionale?

LM: Quello del “Family Audit” è un tema altamente strategico sul versante della conciliazione vita-lavoro. La nostra Agenzia è impegnata su questo fronte dal 2007, anno in cui è stato istituito il marchio “Family Audit”, e ad oggi registriamo 123 organizzazioni certificate (44 nazionali e 79 locali), di cui l’81% sono private e 42% pubbliche. Il totale dei lavoratori coinvolti in Trentino sono 22.880 e in Italia 19.300: numeri che fanno pensare e che confermano il trend in progressiva crescita. Il processo di certificazione richiede un grande coinvolgimento dei lavoratori stessi e una prima fase di incubazione-conoscenza del marchio di circa 6 mesi; una fase attuativa di 3 anni e poi una fase finale di consolidamento/mantenimento dal nome “re-audit”. Il marchio è uno strumento volontario che ogni azienda può acquisire o meno, è altamente strategico per innalzare la produttività e il benessere aziendale e incide anche nel contenimento dei costi del personale (minor assenteismo, meno richieste di malattia e di permessi).

Recentemente abbiamo individuato alcune semplificazioni nelle linee guida, sia per quanto riguarda le grandi aziende, sia per le più piccole, ad esempio con l’introduzione della figura interna di un consulente che assista e accompagni l’azienda nel percorso di pre-certificazione fino all’acquisizione del marchio e di un valutatore che subentra nella fase finale del processo per la valutabilità del piano stesso.

FMV: Tanti i progetti messi in campo dall’Agenzia per la famiglia che possono creare nuove opportunità di business veicolate dalle nuove tecnologie. Il Portale “Vita-lavoro” sviluppato nella Provincia di Trento se lo fosse in tutta Italia sarebbe veramente uno strumento efficace in tal senso. È fattibile secondo Lei pensare ad una sperimentazione a breve a livello nazionale che coinvolga tutte le province della penisola?

LM: Il tema delle “nuove tecnologie” coinvolge la semplificazione dei processi organizzativi e lavorativi all’interno della dimensione aziendale che vanno ben oltre il semplice telelavoro, ma investono il più ampio ambito dello smartworking. Su questo, ad esempio, pensiamo all’utilizzo dello smartphone per tutti i dipendenti, che porterebbe non solo allo scambio di dati informatici, oltre che alle email di lavoro, ma anche alla condivisione del database aziendale. Si tratta cioè di un vero e proprio modello di innovazione tecnologica interna. Tanti i progetti messi in campo dall’Agenzia per la famiglia in tal senso: dall’ICT Work life balance ai Servizi family friendly & Tourism (es. lo Ski Family che l’anno scorso ha registrato oltre 3.500 passaggi), dal “Familink”, un social network di fruizione di servizi, alla certificazione Family Audit (con 123 marchi registrati tra locali e nazionali) e i servizi di conciliazione (0-3 anni), che sta creando opportunità di business sul territorio, veicolate dalle nuove tecnologie. L’Agenzia ha attivato una rete sinergica e consolidata tra comuni, comunità di valle, Distretti famiglia e Forum delle associazioni familiari trentine che pone le fondamenta per futuri investimenti sul territorio.

Ci sono inoltre i servizi on line, come ad esempio quello relativo alla gestione delle vacanze – anche tramite App – che rappresentano delle vere e proprie call sul territorio, in cui chi eroga i servizi va a popolare un sito da remoto. Attualmente ci sono sul nostro portale www.trentinofamiglia.it (box in homepage “Estate Giovani e Famiglia”), circa 250 organizzazioni, cui si aggiungono le famiglie, alle quali chiediamo tutte le informazioni necessarie per implementare il portale. Si tratta di un vero e proprio meccanismo di domanda-offerta: da una parte la famiglia si profila e vede cosa c’è sul territorio, dall’altra l’organizzazione offre il proprio servizio. È un portale gratuito che ha attualmente più di 1.200 opzioni offerte. Ed è sicuramente un modello replicabile ovunque. Le considerazioni positive che possiamo trarne sono, innanzitutto, che dal lato delle organizzazioni, è possibile monitorare anche la concorrenza e offrire così servizi migliori e di business, dall’altro, che il panorama delle opportunità offerte diventa molto più ampio: il tutto funziona infatti come moltiplicatore di idee. Al momento on line sono inseriti i servizi estivi per famiglie relativi al 2014 ma stiamo già lavorando per il 2015. Soprattutto sulle attività estive da 0 a 3 anni e sull’offerta della “casa per ferie”, che è un’innovazione di quest’anno, anche dettata dal momento di crisi che la famiglia sta attraversando. Un portale nazionale con questi intenti potrebbe veramente rappresentare una possibilità di business importante, se venisse realizzato.

FMV: L’evoluzione dei Distretti famiglia di matrice trentina sembra rappresentare una delle forme più avanzate di sperimentazione e attuazione degli strumenti previsti dal Piano Nazionale per la Famiglia. In che modo i Distretti famiglia possono rappresentare, secondo Lei, una chiave di volta nello sviluppo dell’equazione benessere sociale=benessere aziendale?

LM: L’equazione di cui parla è al centro delle nostre attività: è stata portata a termine nel maggio scorso la ricerca realizzata in collaborazione con l’Università di Bologna sull’impatto del Family Audit nelle aziende certificate, che ha evidenziato una serie di aspetti emersi con forza dall’indagine di gradimento tra i lavoratori coinvolti e i loro partner sull’effettiva efficacia dell’introduzione del marchio nelle loro rispettive realtà aziendali. Tra gli aspetti maggiormente significativi che si sono registrati: la crescita del benessere psico-fisico, in particolare per ciò che concerne la capacità di gestione dello stress, un maggior senso di identificazione con l’organizzazione e di partecipazione al processo lavorativo con colleghi e superiori e l’aumento del benessere in famiglia (in particolare nel rapporto con i figli). Le misure di flessibilità d’orario, se associate ad altri dispositivi di conciliazione, hanno un effetto moltiplicatore sulle dimensioni del benessere personale, familiare e lavorativo dei dipendenti così facendo l’azienda è più attrattiva e capace di generare capitale umano e sociale di qualità.

Sui Distretti famiglia il tema è più ampio, è territoriale, e mira a rileggere in chiave familiare tutti gli attori presenti sul territorio. Quindi, da un lato, con il Family Audit ci occupiamo del welfare aziendale, mentre con i Distretti la nostra attenzione è concentrata sul welfare di comunità, nel quale vi è una rilettura – in chiave di benessere rivolto alle famiglie – dell’azione delle varie realtà aziendali aderenti ai distretti o certificate “family”, quali banche, cooperative, alberghi, società sportive, ecc.. Le risorse ci sono, ma vanno messe in rete secondo una logica sistemica, che è appunto la rete degli 11 Distretti famiglia presenti sul territorio trentino nei quali convergono ad oggi circa 360 organizzazioni.

FMV: Conciliare vita e lavoro significa pensare ad una sorta di alleanza fra tutti i soggetti dell’ecosistema: famiglie e associazioni, datori di lavoro, servizi sociali, enti pubblici. Quali sono le caratteristiche dell’ecosistema vita-lavoro cui la Sua Agenzia fa riferimento?

LM: Esiste un ecosistema per così dire “naturale”, in equilibrio, in cui si manifesta l’energia della natura e poi esiste un ecosistema “antropico”, in disequilibrio al momento, in cui tanta energia purtroppo si disperde. Quello che dobbiamo fare è solo mettere a sistema l’energia che abbiamo. Ad esempio, sfruttando meglio il tema dell’occupazione femminile nel mercato del lavoro. Perché conciliazione lavoro-famiglia non si esaurisce, come siamo abituati a pensare, negli asili nido o nel part-time. Il tema della conciliazione non è solo un problema per le donne o delle donne, ma di tutta la società. Allora lo sforzo deve necessariamente essere duplice: in azienda bisogna lavorare su una cultura della conciliazione, intesa come valore (ad esempio introducendo il tema della “banca ore”, gli orari flessibili, il telelavoro, i micro nidi aziendali, ecc.). È necessario, inoltre, operare secondo un sistema di servizi sul territorio: ad esempio, oltre ai nidi aziendali si può pensare ai nidi pubblici, a quelli privati, ai voucher di conciliazione, che potrebbe rappresentare un’opportunità per tutto il territorio. La crisi, che è anche un’opportunità, porta necessariamente a muoverci in questa direzione. Tutto parte da là.

FMV: Questo Festival ha convolto tanti studenti e puntato molto sulla formazione. Soprattutto su un’idea di conciliazione che non venga vista solo come un problema delle donne, ma anche degli uomini, e in generale dell’intera società. Anche il messaggio di Papa Francesco andava in questa direzione. A qualche settimana dalla conclusione del Festival, questa manifestazione è riuscita, secondo Lei, a rispondere alla domanda che si proponeva dalla sua nascita: «è possibile una convivenza tra famiglia e lavoro oggi?».

LM: Scommessa, speranza, chiave di volta: questi sono i tre risultati di questo Festival che sento di poter condividere. La scommessa l’abbiamo lanciata, e credo vinta, puntando molto sulla partecipazione degli studenti che saranno le future famiglie del domani. I laboratori didattici offerti loro durante il Festival sono stati una chance di formazione e di apprendimento sui servizi presenti sul territorio locale per il benessere familiare, un’esperienza professionale di rilievo per il loro percorso di studio e sono stati anche occasione di riflessione per loro sui sottotemi delle pari opportunità, stereotipi di genere, qualità del proprio tempo, rapporto tra conciliazione e tecnologie.

La speranza che abbiamo ora è che il secondo Protocollo “Family Audit”, firmato lo scorso 4 dicembre con il Governo possa conoscere costanti fasi di progressiva crescita. E ci sono buone possibilità che sia così data l’attenzione che fin dall’inizio il Ministero ha rivolto a questo tema. La chiave di volta, proprio in questo senso, può essere l’introduzione nella normativa di sistemi premianti per dare ulteriore incentivo alle aziende ad acquisire la certificazione Family Audit. Anche e soprattutto così possiamo generare davvero cultura di “welfare aziendale”. Una cultura per la famiglia e a servizio della famiglia e di cui anche il comparto aziendale e il privato può e deve farsi promotore sul territorio.

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