Quando l’azienda diventa una seconda famiglia

«Creare un buon prodotto non è soltanto un buon affare, è un obbligo morale». Così recita la mission di Berto’s Spa. Fondata nel 1973 da Giorgio Berto, l’azienda ha sempre realizzato prodotti innovativi, definendo nuovi standard per la cottura professionale. La sua crescita sembra essere stata graduale, ma costante, volta da sempre ad un obiettivo primario: il continuo miglioramento.

Operando in una delle aree a più alta densità industriale d’Europa, a pochi chilometri dall’aeroporto di Venezia, la Berto’s Spa è riuscita a dare vita ad un gran numero di prodotti, interamente concepiti e realizzati in Italia, ma conosciuti e apprezzati in tutto il mondo.

Un’azienda giovane, sicuramente, ma che ha molto da insegnare. Soprattutto in tema di attenzione ai dipendenti e, di conseguenza, alla conciliazione lavoro-famiglia. Lo dimostra la scelta delle 16 formulazioni di orario diverse di lavoro con vendite triplicate in tre anni e cassa integrazione ovviamente non pervenuta.

FMV ha intervistato Elena Levis, responsabile Risorse Umane dello stabilimento di Tribano (Padova), per chiederle di illustrare nel dettaglio tali pratiche messe in atto.

Di seguito riportiamo l’intervista.

FMV: Abbiamo letto con piacere la notizia che riguarda la Sua azienda che è riuscita a proporre ai propri dipendenti 16 formulazioni di orario diverse. In che cosa consiste nello specifico questa agevolazione?

EL: La produzione prevista dall’accordo ha orari che vanno dalle 8 alle 12 e dalle 13 alle 17 e per quanto riguarda gli uffici dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 17. Flessibilità è la nostra parola d’ordine. Si può iniziare a lavorare alle 8, alle 8.15, alle 8.30, alle 8.45, alle 9 e compattare poi la pausa pranzo. A ciò si aggiunge la flessibilità fino a 15 minuti da recuperare alla fine del turno. Insomma, il nostro è un accordo tra “dipendenti” e impresa che secondo noi migliora di gran lunga la qualità del lavoro e del welfare aziendale.

FMV: E cosa ci dice del premio “nuove idee” che la Berto’s ha lanciato tra le sue mura?

EL: Con questo premio abbiamo cercato di mettere nero su bianco tutta una serie di istituti di welfare che diventano parte integrante dell’accordo aziendale. C’è un sostegno al reddito e all’istruzione dei figli con un rimborso spese per i libri e l’iscrizione scolastica, dal nido fino all’università. C’è un premio “nuove idee” in ottica aziendale. C’è il premio “anzianità” e un anticipo estensivo del Tfr (anche in ottica di ristrutturazione per la prima casa, per il matrimonio o per l’acquisto dell’auto). E poi c’è anche un’integrazione al reddito individuale che può arrivare a 3500 euro all’anno. Insomma l’offerta è tanto ampia quanto diversi sono i nostri “dipendenti”.

FMV: Questa attenzione verso i dipendenti è il segno di cosa significhi per la vostra azienda “supportare la famiglia”. Le va di condividere con noi questa mission?

EL: Non ci aspettavamo in realtà un tale clamore per questo accordo integrativo triennale 2014-2016. Anche perché il supporto alla famiglia non è altro che il senso di quella collaborazione e condivisione che noi intendiamo quando parliamo di rapporto dipendente-azienda. Questo perché per noi i dipendenti non sono tali: sono collaboratori e vogliamo che per loro la Berto’s sia una seconda famiglia. Supportare il collaboratore nel suo lavoro è quindi per noi supportare anche la sua famiglia.

FMV: In termini economici, costa davvero molto all’azienda farsi prossima ai suoi collaboratori? Oppure le vendite triplicate in tre anni dalla Berto’s sono secondo Lei il segno tangibile che se migliora il benessere del lavoratore è l’intera l’azienda che ci guadagna?

EL: Nel nostro piccolo (la Berto’s ha 110 dipendenti) un tale accordo non è per nulla oneroso. L’unico sforzo che in questo senso abbiamo fatto è stato quello di andare alla ricerca di strumenti che potessero andare incontro alle esigenze dei nostri collaboratori. Questo è l’unico sforzo che mi sento di dire la Berto’s ha sostenuto. Ad ogni modo l’investimento, anche se indiretto, non è senza dubbio più alto di quello sostenuto per altre iniziative dirette.

FMV: Come valutate che una pratica aziendale family-friendly sia una mossa vincente in termini di budget aziendale?

EL: Quello che noi abbiamo fatto è stato solo formalizzare un accordo integrativo relativo ad alcune pratiche messe già in atto negli anni precedenti. Qualcuna è stata messa a punto, altre strutturate di più all’interno dell’accordo, ma comunque quasi tutte erano già in qualche modo attuate. È sicuramente una mossa vincente perché sappiamo tutti che un’azienda non è fatta solo di muri. E le persone che lavorano da Berto’s non sono mai state considerate tali. Noi siamo cresciuti tutti insieme in questi anni e negli anni abbiamo sviluppato attenzione per ciascuno dei nostri collaboratori e per i loro bisogni. E sempre insieme abbiamo collaborato per cercare soluzioni e strumenti adatti alle esigenze di tutti. Su temi individuali poi ci confrontiamo di continuo e ciò rende ogni singolo collaboratore parte integrante dell’azienda. È questa la mossa vincente credo!

FMV: La Berto’s è il segno che pratiche come queste non possono essere attuate solo dalle multinazionali. Ma come possono fare le piccole e medie imprese? Ha un consiglio da fornire in merito?

EL: Non è facile. E io stessa non possiedo la formula magica da proporre. Tuttavia la nostra esperienza insegna che se si lavora per tenere sempre alti lo slancio e la motivazione dei propri collaboratori, allora sicuramente pratiche come queste possono rappresentare uno dei fattori che maggiormente influiscono sulla produttività.

FMV: Quale sarà il vostro prossimo passo in tema di conciliazione lavoro-famiglia?

EL: Ne abbiamo tanti in cantiere. Questo accordo intanto dura fino al 2016… Poi avremo tutto il prossimo periodo da prendere in considerazione…

di Sonia Vazzano

Fondazione Marco Vigorelli

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