L’azienda che guarda alla famiglia

Politiche a sostegno della natalità sull’Altopiano di Asiago

La famiglia Brazzale opera nel mondo del latte almeno dalla fine del Settecento e rappresenta la più antica impresa italiana del settore, in attività ininterrotta da almeno otto generazioni. La storia dell’impresa familiare nasce nel Vicentino, sull’altopiano di Asiago, dove i Brazzale esercitavano il commercio del burro e dei formaggi tra le malghe asiaghesi e la pianura vicentina. La ricerca continua della migliore combinazione di qualità, convenienza e genuinità dei suoi prodotti, ha portato il gruppo Brazzale a essere oggi protagonista nazionale e internazionale del settore con il burro e il formaggio.

Da sempre attenta all’innovazione tecnologica e al ruolo delle risorse umane, il Gruppo presenta una forte vocazione internazionale e impiega oggi oltre 550 dipendenti, divisi tra la sede italiana e quella della Repubblica Ceca.

La particolare attenzione dell’azienda verso i suoi dipendenti si concretizza in politiche a sostegno della famiglia e della natalità. Tra queste ha destato interesse negli ultimi mesi un “Baby Bonus” di 1.500 Euro per ogni nuova nascita che l’azienda si impegna a erogare a tutti i dipendenti (uomini e donne) che operano in Italia e in Repubblica Ceca (dove il bonus è pari a 25.000 Czk).

FMV ha intervistato Roberto Brazzale, presidente dell’azienda, per conoscere meglio la sua realtà e l’iniziativa del “Baby Bonus”.

Di seguito riportiamo l’intervista.

 

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FMV: Ci racconti brevemente la storia dell’azienda: come nasce e di cosa si occupa?

RB: Brazzale Spa è l’azienda casearia più antica d’Italia. Nasce verso la fine del Settecento con un’attività che ad oggi non si è mai interrotta da ben otto generazioni (400 anni circa), in linea diretta da padre in figlio. Il Gruppo si occupa essenzialmente di burro e formaggi ed è storicamente uno dei più importanti burrifici italiani. Dalla metà del secolo scorso è anche un produttore di formaggi duri (ad esempio grana).

 

FMV: Come nasce nella vostra azienda l’iniziativa del “Baby Bonus”?

RB: Devo dire che è nata in un modo assolutamente spontaneo. Abbiamo intuito potesse essere una buona iniziativa, per cui abbiamo deciso di provare, spinti anche da un’esperienza molto positiva in Repubblica Ceca (dove il Gruppo Brazzale opera oltre che in Italia). Lì la tutela della maternità è più sviluppata rispetto al nostro Paese: si arriva fino a tre anni di congedo parentale (per il papà e per la mamma), con un sostegno economico di circa 10.000 Euro erogato dallo Stato. Il successo dell’iniziativa in Repubblica Ceca ci ha spinto ad attuare qualcosa di simile anche in Italia. Del resto, considerando la situazione di disagio e marginalizzazione della maternità e della natalità in Italia, pensiamo che davvero questa misura possa fare un bene alla comunità. Quello che non avremmo però mai pensato era di suscitare tanto clamore.

 

FMV: In cosa consiste la misura e quali sono le modalità/tempistiche di attuazione?

RB: Sinceramente l’abbiamo definita in tempi brevissimi. Ovviamente, dopo aver studiato gli aspetti normativi, contributivi e fiscali, sia relativi all’Italia che alla Repubblica Ceca. Su questa scia, il Parlamento, su proposta dell’Onorevole Busin, ha presentato una proposta di legge per la defiscalizzazione e decontribuzione di bonus erogati in occasione di maternità, paternità.

Il “Baby Bonus” è, sostanzialmente, uno stipendio aggiuntivo che non gode di nessuna agevolazione fiscale, ad oggi. Si tratta di un premio economico di 1.500 Euro (25.000 Czk in Repubblica Ceca) erogato per ogni nuova nascita a tutti i dipendenti (siano essi uomini o donne). La misura è valida anche in caso di adozione. Sono necessari almeno 2 anni di lavoro presso la stessa azienda (da svolgersi prima o dopo la nascita); inoltre, per ogni figlio successivo, il dipendente avrà diritto a un nuovo bonus (a condizione di aver maturato almeno un altro anno di lavoro con noi).

  

FMV: Perché un’azienda come la vostra si occupa di natalità? Quali sono i potenziali vantaggi/benefici che possono derivarne?

RB: Un’azienda deve sempre occuparsi dei propri collaboratori. L’impresa è uno strumento per creare bene, che si concretizza in ricchezza e lavoro per tutti coloro che partecipano alle sue attività. Noi imprenditori siamo, prima di tutto, persone ed è importante che ogni impresa si impegni a migliorare la qualità di vita delle persone che in essa lavorano, condividendone ovviamente i benefici dell’impegno. L’azienda è felice quando i dipendenti riescono a realizzare i loro progetti di vita, che devono sempre restare in primo piano.

 

FMV: Quanti sono i dipendenti del Gruppo Brazzale che possono usufruire di una tale misura?

RB: Come dicevo, sono sia quelli della Repubblica Ceca sia quelli che fanno capo all’Italia. In totale parliamo di circa 380 (di questi il 40% si trova in Italia).

 

FMV: Sono presenti altre politiche a favore della famiglia e conciliazione lavoro famiglia?

RB: L’azienda accoglie con entusiasmo le nuove nascite, si organizza e si fa carico di quanto necessario per garantire ai dipendenti il più sereno utilizzo dei periodi di congedo parentale.

 

FMV: Sono previste analisi dei risultati?

RB: No, non sono previste. Come non lo è la misurazione dei benefici. Sono convinto che la felicità non si possa misurare… Quello che sicuramente ci farebbe piacere sarebbe assistere a un incremento delle nascite e veder realizzati appieno almeno alcuni dei progetti più importanti per i nostri collaboratori.

 

FMV: Quali sono i vostri obiettivi per il futuro?

RB: Come azienda, ci proponiamo di continuare a lavorare bene, a produrre meglio, a garantire ai nostri collaboratori serenità, sviluppo personale e professionale, offrendo loro la possibilità di esprimersi appieno sul lavoro e aiutandoli ad accrescere il loro potenziale.

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