Gestione sana e prudente in azienda

La relazione tra il ritorno sugli investimenti a lungo termine e l’esposizione al rischio, in un libro di Guia Pirotti e Markus Venzin pubblicato da Egea.

Recensione a Resilience. I sette principi per una gestione aziendale sana e prudente, Egea, Milano 2014, pp. 208

Alle imprese serve la resilience, l’abilità di adattarsi, resistere e risollevarsi dagli shock esterni. Ecco perché le competenze necessarie al manager di oggi sono tante. Tra tutte spicca proprio la garanzia di sopravvivenza oltre la crisi, la possibilità cioè di essere “resilienti”. In questo libro sette driver concreti, analizzabili attraverso schede di self-assessment, che offrono un indicatore per misurare proprio la resilience, basato sulla relazione tra ritorno sugli investimenti a lungo termine ed esposizione al rischio. Il resto lo fanno leader responsabili e coraggiosi, capaci di tornare alle origini, a pratiche di business basate su dettami di sostenibilità e sviluppo: manager e imprenditori che inizino a rinunciare al profitto nel breve, in vista di una più stabile e duratura performance di lungo periodo.

 

Il primo merito di questo libro è di avere ricordato che la sfida è sempre culturale: da essa nascono i valori e quindi le priorità del pensiero e dell’agire.

Il pensiero strategico è quindi il filo conduttore culturale della didattica del libro, interessante anche per i pratici self-assessment alla fine di ogni capitolo. Utile la definizione di “volare”, per misurare la performance sostenibile a lungo termine.

La continuità del risultato (e non la sua eccezionalità una tantum), la capacità di operare con una visione che oltrepassa il proprio tempo/spazio di permanenza in azienda richiama l’importanza del leader, evidenziando un errore da evitare: l’assenza di pensiero e la ricerca del profitto per il profitto.

Il tema della resilienza è chiaro: occorre garantire la continuità temporale dell’azienda nella discontinuità con cui si muove la storia, non solo cigni neri ma innovazioni tecnologiche, demografia ecc. La resilienza, per sua natura specifica e parziale, è adatta ad una particolare condizione aziendale e del contesto di riferimento: come gli Autori evidenziano restano volutamente esclusi i casi di turnaround aziendale e di trasformazione/cambiamento.

Concentrandoci sulla resilienza, definita dagli Autori come robustezza, intesa come la capacità di un’impresa di sapere anticipare gli shock e di non piegarsi ad essi garantendo performance stabili e positive nel tempo, risulta evidente che le aziende resilienti sono fatte da persone resilienti.

Nel libro ci sono indicazioni su come pensare, organizzare e gestire un’azienda resiliente, con richiami a concetti di base come autenticità, semplicità, centralità del cliente ecc.

Mi vorrei soffermare su tre punti.

Leader: deve mantenere l’armonia tra la soddisfazione degli azionisti, dei clienti e dei lavoratori. Non il profitto fine a se stesso, ma il profitto come conseguenza di un lavoro ben fatto che ha come fine il bene comune.

Prodotto: la sostenibilità nel tempo è data dalla capacità di offrire servizi/prodotti che migliorano la qualità della vita delle persone (l’uomo al centro dell’universo) e di cui l’azienda possiede competenze chiave distintive.

Persone: per essere resilienti e usare la crisi come momento di sviluppo competitivo occorre avere talenti in azienda, capaci di assorbire il colpo e poi diventare più forti di prima.

Relativamente al capitolo 9 (Come si può decidere bene e velocemente?) non ritengo pienamente centrato il termine velocità. Negli affari non dovremmo guardare alla velocità, ma alla tempestività: dobbiamo essere al posto giusto al momento giusto. Un paragone sportivo può essere utile: Wayne Gretzy, leggenda dell’hockey su ghiaccio, diceva «I skate to where the puck is going to be, not where it has been». Per esserlo va riscoperto il valore dell’analisi, dell’introspezione, della meditazione così da agire quando richiesto, trovando la soluzione efficace.

Analogamente l’organizzazione aziendale ed il processo decisionale, unitamente alla competenza direzionale, risultano i fattori chiave per ottenere performance positive e stabili nel tempo.

Questo libro, formativo e didattico, aiuta gli imprenditori ed i manager ad impostare le loro aziende ad essere pronte per trasformare gli shock esterni in opportunità.

 

di Stefano Malferrari

co-founder e CIO Sostake SCP (Venture Capital)

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