Family business e CSR

I valori socio-emozionali dei giovani imprenditori

Il volume Family Up! Il giovane imprenditore tra continuità e cambiamento, curato da Valentina Lazzarotti e Federico Visconti per Guerini Next (pp. 176, 2017), indaga il tema della transizione generazionale aziendale, quel delicato momento nella vita di un’impresa che tanto può portare a superiori livelli di prosperità quanto, se non pianificato e preparato, può decretarne il fallimento. Tramite uno studio di casi, approfondito e composito, condotto su un gruppo di realtà familiari, i ricercatori coinvolti nello studio si propongono di fare chiarezza sull’evoluzione di valori, che il passaggio da una generazione all’altra comporta.

 

Il disegno dell’analisi

Il framework di riferimento su cui si innesta l’analisi è la Teoria Socioemotional Wealth (Berrone et al., 2012; Gómez-Mejía et al., 2007). Questo costrutto identifica, come caratterizzanti le imprese familiari, cinque dimensioni: l’attitudine a preservare la maggioranza nella proprietà e nel controllo, l’identificazione tra famiglia e impresa, la propensione allo sviluppo di capitale sociale, le logiche decisionali basate sugli affetti e il desiderio dinastico di tramandare l’azienda alle nuove generazioni. Come gli autori ben sottolineano, si tratta di fattori che possono connotarsi in senso sia positivo (bright) che negativo (dark), a seconda dell’intensità con cui sono perseguiti. Da qui, vengono isolate le tre domande di ricerca, inerenti la verifica e la portata dell’eventuale evoluzione dei fattori socio-emozionali nelle nuove generazioni, degli effetti sulle performance e dei motivi propulsori di tali mutamenti.

Il campione su cui viene concretamente condotta la ricerca è composto da 15 aziende familiari, la cui ultima generazione al vertice ha ricevuto la propria formazione accademica nella medesima università (LIUC-Università Cattaneo). I tratti rilevati (dimensioni intermedie, sistema produttivo locale, specializzazione, ottica di lungo periodo, propensione all’investimento, responsabilità diffusa) confermano che si tratta di uno spaccato ben rappresentativo del tessuto imprenditoriale economico nazionale, nonché del quarto capitalismo italiano, dove prevalgono appunto nicchie di mercato, prodotti di qualità, impegno verso tutte le comunità di riferimento, innovazione e condivisione di risorse.

 

Le evidenze della ricerca

Dai dati ritratti con interviste dirette, questionari semi-strutturati e batterie di item a risposta chiusa, emerge una certa evoluzione dei valori socio-emozionali fra generazioni. Da un lato, risulta ridursi nei giovani imprenditori l’attaccamento fra i membri della famiglia e l’importanza della maggioranza proprietaria, a vantaggio di una maggior razionalità nelle scelte aziendali; mentre, dall’altro lato, sono rafforzate le relazioni sociali, riconosciute come leve competitive strategicamente rilevanti. Vi sono anche fattori che rimangono, invece, in linea con la tradizione. L’attaccamento all’impresa infatti permane, seppur manifestandosi con proprie peculiarità rispetto ai predecessori e in modo complessivamente fisiologico.

Rispetto alla relazione tra lo stock di valori diverso per ammontare o livello, le azioni messe in atto dai giovani stessi e gli elementi risultanti esemplificativi di miglioramento, sono state riscontrate dalla ricerca evidenze del contributo positivo esercitato dai giovani nella direzione di una felice continuità aziendale. La composizione dei valori risultanti dopo il passaggio generazionale, infatti, sembra muovere verso il bright side dei fattori socio-emozionali, con promettenti prospettive di apertura del capitale e di ricorso a competenze manageriali esterne alla famiglia. L’istruzione accademica e i mantenuti contatti con l’Ateneo di formazione potrebbero, inoltre, corroborare la creazione di collaborazioni con le Università come partner strategici, per ora piuttosto limitate nel campione analizzato.

 

Alcune considerazioni sul volume

Il volume Family Up! Il giovane imprenditore tra continuità e cambiamento è complessivamente un prezioso contributo alla ricerca, che, oltre a far avanzare la conoscenza sui temi di SEW, mostra interessanti casi di giovani imprenditori capaci di innovare nel solco della tradizione, mettendo in atto strategie e scelte organizzative adatte ai nuovi contesti competitivi e sociali. Questo studio ha il pregio di dare la parola ai nuovi entranti in azienda e offre così uno spunto organico di riflessione su quali valori che guideranno le future linee di sviluppo economico, anche ragionando sui livelli di formazione universitaria attuali e sulla possibilità di orientare i percorsi d’istruzione in maniera più rispondente. Tra gli interessanti focus realizzati su temi aperti e attuali (tra i quali l’open innovation), merita di essere citata specificatamente qui l’analisi della propensione ad adottare comportamenti socialmente responsabili, che mostra come le logiche di Corporate Social Responsibility siano viste dai key respondent come centrali e fondanti. I giovani intervistati risultano, difatti, promotori di azioni di CSR (come le iniziative di salvataggio dei fornitori in crisi e lo sviluppo di recycling technology) e attestano una spiccata attenzione al contesto sociale, nonché una concezione più professionale delle relazioni, a vantaggio di tutti gli stakeholder e della collettività in generale.

Eleonora Maglia

dottore di Ricerca in Economia della Produzione e dello Sviluppo

 

Riferimenti bibliografici

Berrone et al., 2012, Socioemotional wealth in family firms: Theoretical dimensions, assessment approaches and agenda for future research, Family Business Review, vol.25, n.3, pp. 258-279.

Gómez-Mejía et al., 2007, Socioemotional wealth and business risk in family-controlled firms: evidence from Spanish olive oil mills, Administrative Science Quarterly, vol.52, n.1, pp. 106-137.

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