Il dramma e la pazza gioia

Per imparare un nuovo sguardo sull’altro

L’ultima fatica del regista de Il Capitale Umano e La prima cosa bella parla in modo originale e credibile del disagio psichico. Ma soprattutto tratteggia uno splendido quadro sull’importanza dei legami, e sulla loro capacità di salvarci.

Beatrice Morandini Valdirana, ex moglie di un importante avvocato affetta da bipolarismo, e Donatella Morelli, ragazza madre con un tentativo di suicidio alle spalle, si incontrano a Villa Biondi, il centro di recupero/casa famiglia in cui entrambe sono ricoverate. Dalle personalità diversissime, le due in qualche modo legano e un giorno riescono a scappare dalla casa famiglia, partendo per un’avventura, che le porterà a fare i conti con il loro passato… e con il loro futuro.

Con La pazza gioia, Virzì si classifica ancora una volta come uno dei migliori registi italiani degli ultimi anni, capace di trattare una tematica difficile, dai toni drammatici, facendola diventare allo stesso tempo un road movie dai tratti di favola.

Una grande prova di regia quindi, che ci fa scontrare con il dolore e l’incomprensione, la miseria, la paura, ma anche con legami veri e profondi; ci fa commuovere e, pur trattando una tematica che si presterebbe a facili pietismi, evita di sfociare nella retorica, riuscendo a mantenere una verità del racconto e dei personaggi.

Perché, pur nella realtà delle patologie, La pazza gioia non vuole raccontare solo la disabilità o il disagio. Come ogni grande storia ci parla di legami universali, in tutte le loro sfaccettature e complessità. Ci racconta di quanto le relazioni sbagliate possano ferire, la profondità di alcune cicatrici, l’amore viscerale di una madre per suo figlio, ma anche, e soprattutto, di quanto questo amore, e i legami veri in generale, possano essere salvifici.

Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti non sono solo due protagoniste credibili: i loro personaggi evitano la patina della retorica e risultano veri nelle loro patologie e nel loro dolore. Tifiamo per loro, temiamo per loro, ma soprattutto le capiamo e siamo dalla loro parte, pur riconoscendone le fragilità. O forse proprio per questo.

E a pensarci bene, la sua capacità di far innamorare di personaggi problematici, entrare nelle loro storie, vedere la realtà dal loro punto di vista è la vera forza di questo film, che ci insegna, per una volta, a “metterci nei panni dell’altro” per quanto possano essere scomodi. Una cosa che oggi dovremmo imparare a fare un po’ più spesso.

 

La pazza gioia

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Regia di Paolo Virzì; sceneggiatura di Francesca Archibugi, Paolo Virzì; con Valeria Bruni Tedeschi, Micaela Ramazzotti, Valentina Carnelutti, Tommaso Ragno; 118’; ITA, 2016.

 

Maurizia Sereni

Story Editor

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