Disoccupazione e disabili? Ci pensa Jobmetoo

Un portale a servizio della domanda e dell’offerta

Jobmetoo è un portale che facilita l’incontro tra candidati con disabilità e appartenenti alle categorie protette con il mondo del lavoro e delle aziende. Si può facilmente creare gratis un profilo, raccontarsi e descrivere competenze e ambizioni, quindi ricevere tutte le offerte di lavoro compatibili. E questo solo lato privati.

Anche lato aziende, però, la soluzione di Jobmetoo non solo può trasformare gli obblighi di legge in opportunità di crescita e produttività, ma rappresentare davvero una vetrina su mission e valori.

Daniele Regolo è President & Founder di Jobmetoo. FMV gli ha chiesto di raccontarci come porta avanti insieme al suo team questa speciale avventura.

Di seguito riportiamo l’intervista.

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FMV: Come e quando nasce l’idea di Jobmetoo?

Jobmetoo nasce nel 2012 da una storia personale, e per personale non intendo la mia soltanto, ma quella di centinaia di migliaia di persone disabili che non sono riuscite e non riescono ad entrare al meglio nel mondo del lavoro. Personalmente, collocato in una mansione non compatibile con la mia sordità e dopo un quindicennio di lavori di breve durata e poco organici, ho capito che era giunto il momento di provare a fare qualcosa di forte, creando quel riferimento che, nelle vesti di candidato, mi era sempre mancato: un’agenzia per il lavoro focalizzata sulle categorie protette.

 

FMV: Il lavoro è la chiave per cambiare il modo di pensare la disabilità?

È la chiave principale, perché è il lavoro che decreta la completa autonomia della persona e il suo ruolo nella società: non ci sono scappatoie per questo. È necessario, tuttavia, che tutto quello che precede l’incontro col mondo del lavoro abbia la sua compiutezza. La fase della crescita, degli studi, dell’avvicinamento ad un percorso di vita sempre più indipendente: senza questi passi propedeutici, l’incontro col lavoro sarà inevitabilmente condizionato.

 

FMV: Da chi è formato il vostro team di lavoro?

Siamo particolarmente orgogliosi di essere un team veramente inclusivo, composto da persone con e senza disabilità. I nostri ruoli si dividono tra area del recruiting, area commerciale, sviluppo piattaforma e marketing. La dimensione da startup, infine, rende possibili le contaminazioni benefiche per la crescita del team.

 

FMV: Quali sono i risultati più importanti che avete ottenuto finora?

Attivi dalla seconda metà del 2014, abbiamo speso il 2015 per farci conoscere da imprese e candidati e oggi, con oltre 70.000 utenti nel database, siamo un riferimento per i nostri clienti che ricercano personale appartenente alle categorie protette. Abbiamo una percentuale di successo di chiusura delle ricerche superiore all’80% e quel che conta, numeri a parte, è l’aver portato nel mondo della disabilità la possibilità di avvalersi di strumenti moderni e ormai globalizzati.

 

FMV: Ci sono aziende solo italiane tra i vostri partner o anche internazionali? Com’è possibile creare sinergie in tal senso anche nel contesto lavorativo?

Ad oggi lavoriamo in Italia, ma con aziende anche multinazionali. Le migliori sinergie si creano a partire dai casi di successo. È solo un inserimento veramente mirato, capace di soddisfare tanto l’azienda quanto il lavoratore, ad essere la base per ogni progetto successivo. Altrimenti, si resta nel limbo delle intenzioni. Un inserimento di successo richiede preparazione, rigore, ma anche capacità di adattarsi e di mettersi in discussione: e questo vale tanto per il candidato quanto per l’azienda.

 

FMV: Il tema della disabilità può essere riletto come un vero motore economico. Cosa si può fare in tal senso, lato cultura e formazione, per sostenere la vostra mission?

La Convenzione ONU del 2006 sui diritti delle persone con disabilità ha, finalmente, mostrato al mondo un nuovo paradigma: la persona non è disabile rispetto alla sua condizione, ma è più o meno disabile rispetto alla sua interrelazione con l’ambiente circostante. Osservando la disabilità da questa angolazione, molte cose cambiano prospettiva: la persona fragile può autodeterminarsi, diventare produttiva per sé e per la società, diventare un volano della stessa economia (basti pensare al turismo accessibile). Noi in Jobmetoo cerchiamo di sposare questa filosofia per la parte di nostra competenza, quella della ricerca di un lavoro.

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